AL BAR DELLO SPORT – Quando il Giornalismo è solo una chiacchiera

CADO DAL PERO

Ecco: la Pasqua si avvicina.

Io stavo lì, a metà tra il mio Orto e il pane che lievita sotto una garza di cotone, a preparare l’articolo sulla Pasqua green.

Fortuna che in casa mia c’è sempre qualcuno che mi riporta nel mondo reale.

E, come spesso accade, oggi è toccato ad Alberto, compagno di vita, di avventure e sventure, che con il suo tempismo mistico mi chiede:

“Te, invece di pensare alle uova, hai letto il titolo di Libero?”

Io, chiaramente, cado dal pero, e inizio a chiedermi, cosa mai ci sarà di così sensazionale in un giornale che non utilizzerei nemmeno per fare la carta pesta.  

Tendo quindi l’orecchio verso il gran vociare mediatico e dei social, e in 3…2…1 ritrovo l’articolo incriminato che intitolava più o meno così “Vieni avanti Gretina. La Rompiballe va da Papa”

TITOLI SENSAZIONALISTICI E IGNORANZA FUNZIONALE

Subito la mia attenzione è catturata dal riferimento culturale al film di Lino Banfi… un rimando di altissimo valore direi… chissà quanto tempo ci è voluto per elaborare un titolo così ben studiato!

Quindi inizio a cogliere il vero significato e le drammatiche conseguenze.

Perché, quel titolo, oltre a mostrare tutta la sua pochezza, ci mostra il pericolo e la diffusione dell’ignoranza funzionale.

Punta a fare breccia in tutti quegli individui, che pensano che sia da “CRETINI” e “ROMPI BALLE” portare avanti le proprie idee. Punta al consenso del pubblico intorpidito dal consumismo compulsivo, che ancora crede che il surriscaldamento globale sia una trovata mediatica.

A creare un bersaglio giusto per il gusto di crearne uno.

Ad un pubblico cieco, a cui non importa cosa ci sia da mirare dietro al bersaglio, perché l’unica cosa che conta è il bersaglio stesso creato apposta per loro.

IL DIRITTO ALL’INSULTO

Non è certo la prima volta che questa e altre testate, prendano di mira la sedicenne.

Non considerano le intenzioni, non considerano il pensiero, non considerano il movimento. Ma puntano alle accuse personali verso una ragazzina di 16 anni, quasi fossero dei bulli, evidenziando aspetti difetti fisici e caratteriali, che manco mia figlia che va all’asilo prenderebbe in considerazione.

Millantano organizzazioni sfruttatrici, vantaggi economici e ritorno di immagine da chi la circonda e la supporta.

Insomma, gridando a gran voce “Al complotto” oggi fanno lo stesso, ma al contrario. Oggi sfruttano l’immagine e il ritorno mediatico di quella ragazzina che tanto condannavano per creare scalpore e indignazione e averne un ritorno economico. Che strano! Qui trovate il link al video dove spiegano “Il diritto di chiamare Greta Thunberg rompiballe” – io so solo dire BAH! Perchè l’insulto ora è diventato diritto… 

LA CRITICA E’ BASE  DELLA DEMOCRAZIA, GLI INSULTI CHIACCHIERE DA BAR

Libero dedica a questo “INSULTONE” la prima pagina, specchio della pochezza di contenuti che si pone l’obiettivo di diffondere.

Se in prima pagina mettono l’insulto gratuito ad una sedicenne… immagino come abbiano riempito le altre pagine.

Il titolo sensazionalistico punta agli incassi, punta a guadagnare dall’indignazione auto provocata e dal rumore che questo farà tra le persone e i social.

Questo atteggiamento non merita nessuna attenzione. Non ci sarebbe dovuta essere nessuna indignazione, nessuno scalpore, nessun urlo alla vergogna.

Quello che meritava era passare nell’oblio dell’indifferenza. Venire dimenticato con la stessa velocità e leggerezza con cui è stato scritto.

Io adoro il dissenso, per carità. La critica è alla base della democrazia.

Entrambi però devono essere fatti con rispetto verso il criticato e il pubblico a cui ci si rivolge.

Quando il rispetto manca, non è nient’altro che una chiacchiera da bar e come tale dovrebbe lasciare il tempo che trova.

UN’IDEA PUO’ NON ESSERE CONDIVISA…MA NON ANDREBBE MAI DERISA

Come in ogni movimento, i punti di condivisione e non condivisione sono molteplici. Tuttavia, il messaggio di fondo deve essere più importante di qualsiasi chiacchiera. Concentriamoci su quello che è davvero importante ed eliminiamo i getti collaterali che rallentano e ostacolano la crescita sana della nostra pianta, che è la società.

Di male da dire se ne trova sempre, ma è del bene che non si parla mai.

Del bene che fa una ragazza che lotta per fare sentire la propria voce, della sorpresa di trovare, in quella generazione da cui non ci si aspetta nulla e che viene considerata apatica e svogliata, ci siano ancora persone che credono in qualcosa e si battono per ottenerla, della condivisione delle pratiche individuali per condurre uno stile di vita a impatto zero, della sensibilizzazione mondiale verso l’ambiente che si è creata grazie a questo movimento.

Della consapevolezza che si è insinuata in moltissime menti che per poter cambiare il mondo possiamo partire da noi stessi.

TIME IS NOT OVER, DON’T WASTE IT, BE THE SOLUTION

A tutte le Greta e non Greta del mondo io voglio dire:

“Non mollate, continuate a combattere nonostante le critiche e nonostante il sostegno. Ogni idea vale la pena di essere ascoltata e condivisa”

Non è vero che non abbiamo più tempo.

Il tempo lo abbiamo e dobbiamo prendercelo per sviluppare uno stile di vita che generi un sistema produttivo ed economico che sia sostenibile per noi stessi e l’ambiente.

Quindi non perdiamo il nostro tempo ad indignarci di fronte a queste provocazioni, non sprechiamo il nostro tempo facendoci coinvolgere in questi meccanismi che generano solo odio senza soluzioni.

Lottiamo per quello in cui crediamo, troviamo le idee dentro di noi e condividiamole con gli altri per non lasciare che rimangano solo un pensiero ma si concretizzino in progetti.

Uno schiaffo di plastica eterna a chi cerca di fermare le nostre idee e un bacio biodegradabile a tutti quelli che invece ancora ci credono. Ci vediamo in giro!

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